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NECROLOGIO

Nel ricordo di Hushang e di altri,

partiti per l’ultima escursione

Civitavecchia, 8 settembre 2018

c/o Associazione ASP RI-ME
Via Alessandro Cialdi n. 20 Civitavecchia

La convocazione in particolar modo è stata indirizzata a chi ha avuto l'opportunità di conoscere ed apprezzare Hushang, dirigente attivo del Tiburzi, impegnato nelle operazioni di verifica escursioni.

Oggi è stata anche l’occasione per incontrare e salutare la Signora Liliana Carucci, i suoi figli Lida Yasmin e Matthias.

L'uomo nato a Teheran ha conseguito gli studi di architettura presso una università di Firenze, laureandosi a pieni voti. Nel 1966 quando la Città toscana fu colpita da un tremendo alluvione che ha causato oltre 40 morti nella Toscana, Hushang si pone a disposizione del Comune di Firenze per aiutare le "mille" persone bisognose di aiuto e per salvare le innumerevoli opere dell'ingegno Toscano che finirono sotto il livello dell'acqua dell'Arno.

Il Fiume aveva superato in buona parte della città l'altezza dei primi piani delle abitazioni. Firenze richiamò, in quella triste circostanza migliaia di ragazzi, disposti a dare una mano ovunque ce ne fosse stato bisogno. I convenuti dormivano e mangiavano dove e come si poteva.

Vennero chiamati gli "Angeli del Fango", tanto ne era stato trasportato dalle acque del fiume e depositato nelle vie cittadine, nelle abitazioni, entro i negozi, nei ricchi sotterranei dei musei, allagati.

Hushang fu uno di questi e qui che conosce la Signora Liliana Carucci, anche Lei accorsa in Firenze, per quella utile ed importante causa. Nel corso dei "lavori" dell'alluvione, tra la signora Liliana ed Hushang, scoppia la scintilla dell'amore. Amore che verrà suggellato con il matrimonio e la successiva creazione di una bella Famiglia.

Purtroppo, come la maggior parte dei Tiburziani non sanno, Hushang era partito recentemente per l'Iran, cosa che periodicamente faceva. A Teheran risiedono molti suoi congiunti e dove non disdegnava, per l'occasione, di effettuare un'escursione montana, cosa che aveva nel sangue. Ma proprio nella sua Città natale ha perduto la vita in un incidente stradale, una banale circostanza ... dobbiamo credere al "fato"!

L'Iran, nella zona di Teheran presenta configurazioni montuose di un certo rilievo. Si pensi che i Monti Elburz, prossimi alla Capitale contano ben 200 cime oltre i 4.000 mt. Amante delle escursioni e della montagna, con alcuni suoi amici iraniani, risaliva i suoi monti. Per l'occasione e per quello scopo, prima di partire, mi aveva invitato a seguirlo in Iran, ma non l'ho potuto fare per i miei tanti impegni di famiglia in questo particolare periodo. Peccato avrei conosciuto quel suo meraviglioso Mondo e fatto qualche escursione montana sotto la sua guida, di Hushang. Forse il destino avrebbe avuto un corso diverso, ma imprevedibile.

Un paio di giorni fa ho ricevuto da Massimo Lalli, Tiburziano di Cerveteri, una significativa confidenza: quando Hushang era in aeroporto a Fiumicino, in procinto di partire per Teheran, lo ha chiamato per salutarlo e per dirgli che al suo ritorno lo avrebbe invitato una sera a cena a casa sua.

 

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Ora ricorderò tutti i nostri cari Tiburziani che ci hanno preceduto per le vie del Cielo ...

 

"Ogni morte d'uomo mi riduce perché io faccio parte dell'umanità!
E, dunque, non chiedere per 'chi suona la campana'
Essa suona per te!"

Ernest Hemingway

 

Claudietta Sacco ... angelo, diletta figlia dei nostri cari amici, Massimo ed Amalia! Giovane fiore reciso, la tua immagine, il tuo sorriso, rimarranno per sempre impressi nella nostra memoria.

 

Hushang Madavi .... fedele amico di verifica di mille escursioni, ti ricorderò sempre per la tua disponibilità, abnegazione, educazione orientale ... mai un rifiuto, mai uno sgarbo.

Ivano, con il tuo permesso posso lasciare il Gruppo, dicevi, al termine di ogni escursione!

 

Emilio Riccobono ... le tue indimenticabili poesie, dalla apparente satira, trascendevano immancabilmente un dolore che portavi dentro. Io ti avevo capito Emilio e soffrivo con te! Ciao compagno di scuola, fratello mio, il tuo "lvanetto" per sempre!

 

Lorenzo Chierico …  escursionista fedele, dalla profonda educazione e serietà. Con te condividevo l'amore sacro per i boschi, torrenti, prati immensi fioriti. Le tue foto presenti nei nostri siti saranno una giusta e perenne bella memoria per la tua straordinaria abilità nel riprendere scorci delle nostre escursioni di particolare bellezza. Porgo oggi i miei saluti ai suoi cari figli, Giovanni e Giuseppe, alla Cara Signora, perennemente legati alloro papà.

 

Palazzina Maria Paola … sei sfuggita dal mondo così, in punta di piedi, come sei apparsa neI Tiburzi, creatura evanescente, celeste, così senza far rumore!

 

Gaetano Marcoccio … caro amico, la tua filosofia è stata per me lezione di vita. Qualche momento prima di morire, giunto oramai al lumicino, tuo figlio Francesco, pio sacerdote, ti domandò: papà preferisci vivere o morire ed andare in paradiso. E tu rispondenti senza esitazione.

 

Conti Lidia ... la tua leggiadria mi ha sempre colpito! Quando ti porgevo la mano per aiutarti a superare gli ostacoli nelle escursioni, era come invitarti ad un ballo, non avvertivo il peso del gesto, quasi in un involuzione di walzer, per la tua leggerezza, se ben ricordi, ti chiamavo "farfalla".

 

Corato Luisa ... sei andata via silenziosamente, durante l'intervallo estivo deI Tiburzi, e quando l'ho saputo era trascorso del tempo ormai. Non so neanche dove tu sia sepolta. Ti rammaricavi di non avermi conosciuto venti anni prima. Un bel pensiero, Luisal

 

Monaldi Luigi … homo sapiens pharnesiano, te ne sei andato troppo presto, eri giovane e tanto mi potevi dare! Mi hai fatto conoscere i tuoi boschi e portato sul Ponte di Bernascone, che non dimentico!

 

Carmine Somma ... Nino per gli amici. Carmine il bello, ti chiamavano a Sorrento. Per il tuo sorriso, ti dissi per il tuo amore: "cosa che soltanto gli uomini del Sud sanno dispensare", dedica che ho scritto a corredo di un quadro che ti donai. La tua saggezza, la tua maturità, non è stata più compensata nell'ambito del Tiburzi. Ricordo ancora l'escursione di Manarola, quando stavamo facendo la foto di gruppo in una piazza, e tu ci facesti notare che era intitolata agli "Uccelli morti"! Risero tutti, che spirito i tiburziani!
Saluto caramente la vedova, Sig.ra Rita Pomi, amica e mia compagna di scuola!

 

Gallinelli Mauro ... fiorentino verace, dal dolce favellare toscano, uomo schietto, sincero sempre pronto a dare una battuta simpatica!

 

Silvana ... il tuo ceruleo sguardo subito mi colpì, avevi allora 15 anni ed eri nel pieno della tua bellezza. Fu amore a prima vista e cancellò in un baleno tutta la mia intemperanza giovanile, le mie, già, provate dissolutezze di giovane ragazzo. Galeotto fu iI Baccelli e galeotta fu quella penna! Quando gli sguardi si incontrarono, non avvertimmo più presenze intorno a noi, unici sopravvissuti di un mondo meraviglioso, orma lontano mille anni luce!

Compagna ... moglie fedele, amante, mamma adorabile. Indimenticabile, sincera, franca, così come la tua gente. Così ti ricordo, ed il tuo ricordo si rinnova nei gesti e negli occhi di Marco, Valentina, Giorgy, Luca ed il piccolo Alessio.

Arrivederci Silvana, ci incontreremo di nuovo, ne sono certo, non so in quale mondo e né sotto quale altro aspetto, lo sento! Ci incontreremo di nuovo.
"Il ragazzo della penna", come tu volevi sempre ricordarmi.

 

Signori ... rivolgiamo ora un pensiero a questi cari amici scomparsi, raccolti in un minuto di silenzio.

 

Ivano 08/09/2018



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