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16/12/2018 - PRANZO NATALIZIO PRESSO UN RISTORANTE DI TOLFA - BREVE PASSEGGIATA ALLA NECROPOLI DI PIAN CONSERVA



Informazioni sull'uscita

Data: 16/12/2018

Difficoltà:

- Escursione facile

Distanza in auto: 35 km (a/r)

Lunghezza percorso a piedi: 3 km

Note: PRENOTATA UNA SALA DA 60 POSTI

         



Pian Conserva - Orgoglio Rasenna spezzato 16 dicembre 2018



PRANZO NATALIZIO TIBURZIANO 2018 – DOMENICA 16 DICEMBRE 2018

ORE 13.00

CONSUETUDINE ORMAI CONSOLIDATA NEL GRUPPO

POTREMO SCAMBIARCI GLI AUGURI

PRESSO IL

RISTORANTE “CASALE DELL’ACQUA BIANCA”

Nella esclusiva cornice del territorio incontaminato dei Monti della Tolfa

Via Braccianese Claudia Km. 15,600 Tolfa

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Verrà successivamente diramato un invito, per chi vorrà sgranchirsi le gambe prima del pranzo, per una breve e simpatica escursione nei pressi del ristorante. Verrà visitata la piccola Necropoli di Pian Conserva.

 

 

MENU’ PREFISSATO

ANTIPASTO: Tagliere misto servito in fiamminga. Bruschette miste, verdure miste, affettati, formaggi;

PRIMI:

  1. Tortelli ripieni di funghi al sugo di funghi funghi (serviti nei piatti);

  2. Fettuccine al sugo di cinghiale (servite nei piatti);

SECONDO: Maialino con contorni di insalata e patate; (Serviti in fiamminga)

Sorbetto.

Acqua (o bibite) vino caffè inclusi.

Euro 25.00 cad.

Posti prenotati 60

Iscrizioni entro 7/12/2018

Saranno graditi biscottini, ciambellette, panettoni e spumanti per scambiarci gli auguri e brindare insieme al Santo Natale.

Per partecipare al convivio occorre iscriversi e corrispondere contestualmente un anticipo di 10 euro a persona ai preposti incaricati, nelle giornate di escursione fissate per le domeniche del 18/11* e 2/12*, in occasione del ritrovo al parcheggio del Tribunale o nel corso delle escursioni. La prenotazione verrà registrata su un apposito protocollo fino al raggiungimento di nr. 60 persone. Eventuali ulteriori iscrizioni verranno prese con riserva, tenuto conto che le persone eccedenti il nr. di 60 verrebbero sistemate in una sala comunicante, adiacente a quella principale da 60 posti (la sala più capiente del ristorante tanti ne contiene). Chi fosse nella impossibilità di iscriversi di persona al pranzo natalizio, potrà preventivamente contattare il sottoscritto con mail, vanivani@alice.it, (cell. 388 6958494) ed in caso di posti liberi, effettuare il versamento dell’acconto previsto sul c/c bancario del sottoscritto – Iban   IT22E0306939031100000090004, specificando nomi e cognomi degli interessati. Gli acconti di cui sopra, nel caso di sopravvenuta impossibilità materiale di partecipare al pranzo, comunicata oltre la data di impegno del 7/12, verranno corrisposti ai gestori del ristorante a titolo di penale, salvo eventuale copertura di partecipanti in lista di attesa. Oltre la data del 7/12, le prenotazioni verranno consolidate previo contatti con il gestore del ristorante. Per ogni ulteriore informazione contattare il sottoscritto (cell. 388 6958494).

*18/11 – Parco Naturalistico ed archeologico Monterano diruta – *2/12 Piantangeli (Monti della Tolfa)

Ivano, 10-11-2018.

 

 



Documenti sul sito

TREKKING TIBURZI 2018

Conviviale Natalizia – Escursioncina a Pian Conserva

Il paese del Principe Cacciatore e del Minatore Pugile

Domenica 16 dicembre 2018


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NECROPOLI ETRUSCA DI PIAN CONSERVA. TOMBE RINVENUTE C.A. 100, E’ IL SITO ARCHEOLOGICO PIU’ IMPORTANTE DEL TERRITORIO TOLFETANO.

Pian Conserva, presente ed attiva fin dalle età del bronzo, come gli altri innumerevoli pagi sorti attorno al corso del fiume Mignone, è posta nel Lazio in luogo noto come i  “Campi di Minione”.

Furono pastori transumanti del Lazio interno, Marche ed Umbria, con le loro greggi a tracciare ed organizzare la intensa viabilità nella valle del fiume, finché, intorno al 1000 avanti Cristo, giunsero i “Popoli del Mare”, che colonizzarono tutta la costa, attratti dai minerali dei Monti della Tolfa (I Monti Ceriti).

Le popolazioni indigene dell’Alto Lazio dopo un periodo di economia agreste-pastorale si dedicarono allo sfruttamento minerario dei giacimenti della zona.

L’etrusca Caere, divenne il centro egemone del vasto e ricco territorio che si estendeva  intorno, condividendo con Tarquinia le miniere tolfetane.

 Furono quei ricchi giacimenti minerari a far crescere notevolmente l’economia delle due lucumonie limitrofe, tanto da poter permettere alle popolazioni residenti un notevole salto di qualità. L’esportazione del ferro verso il medio oriente ed i Paesi balcanici consentì l’importazione, con scambi favorevoli, di ogni tipo di mercanzia (vino, olio, spezie, ceramiche, oro etc.) ed anche scambi culturali (Periodi orientalizzante - ellenistico).

 Gli abitanti del luogo, dal VII al IV secolo a. C., da quella attività, si arricchirono notevolmente, di questo ne sono testimoni gli immani tumuli delle tombe principesche rinvenute nella necropoli.

 Fino al IV  secolo a.C. il centro fu particolarmente fiorente, affiancando alla attività principale anche una collaterale, agricola e pastorale.

Con il decadere dell’impero cerite, III secolo a. C., il luogo ha subìto un lento degrado cui conseguentemente, ha fatto seguito un calo demografico. La creazione del “latifondo” nell’epoca della romanizzazione, ha poi decretato la definitiva fine dei numerosi pagi posti nei “Campi di Minione”. Nel periodo imperiale, nel luogo venne anche eretta una villa romana.

Poche cose certe sappiamo sulla vita del luogo, la spoliazione delle tombe e polverizzazione delle stipi votive non ha permesso alcuna illazione o congettura storica tali da far supporre il genere di vita ivi condotta.

La devastazione millenaria dei “tombaroli” non ha consentito nulla di sopravvivere, tranne frantumi di ceramiche e poco altro. Per fortuna alcune immagini, in bassorilievo, su lastre di tufo, realizzate sui fianchi dei letti di deposizione delle grandi tombe a Tholos, sono giunte a noi intatte.  Grazie a queste opere intuiamo quindi che un principe del luogo amava tanto la caccia, da far scolpire le immagini dei propri cani e di un cervo nella tomba gentilizia della sua famiglia. La sua passione legata per sempre al lungo viaggio verso il cielo.

I cani rappresentati sono simili ai levrieri e doveva essere questa razza canina, particolarmente agile e veloce, ad essere utilizzata dagli etruschi per l’inseguimento e la caccia dei grossi animali selvatici.

 Presumibilmente il “cacciatore” seguiva la preda a cavallo ed una volta che i cani l’avevano sfinita ed isolata, la trafiggeva con la lancia.

Un’altra immagine rinvenuta nelle tombe ci mostra due pugilatori nell’atto di fronteggiarsi La rappresentazione di simili atleti pronti al combattimento è  frequente nell’archeologia sarda o greca. Nel nostro caso intuiamo che un minatore del luogo era un bravo boxeur.

Ciò riporta ad un episodio delle “olimpiadi” etrusche? Molto probabile! Venivano, queste, disputate periodicamente, tra le dodici lucumonie, in un luogo di cui si conosce solo il nome ma non la sua ubicazione, al pari della greca Olimpia. In quel luogo vi era posto  il Fanum Voltumnae. Santuario  dedicato al dio Voltumna (dal quale derivava la divinità romana Vertumno), probabilmente un aspetto del dio Tinia (equivalente al romano Giove e al greco Zeus). Alcuni pongono in Tarquinia il luogo ove si tenevano le olimpiadi etrusche, altri in Orvieto.

 

          


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