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22/09/2019 - La ... dove nasce Mignone



Informazioni sull'uscita

Data: 22/09/2019

Difficoltà:

- Escursione facile

Distanza in auto: 75 km (a/r)

Lunghezza percorso a piedi: 4 km

Note: Modifica precedente comunicazione

         

Gruppo Trekking Tiburzi

RINVIATA PER RICALCOLO PROGRAMMA AL 22 SETTEMBRE 2019

FERMO IL RESTO

Domenica 22/09/2019

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La’ … dove nasce Mignone,

                                                   sono i Fossi della Strega e di Pusugliano a dare i natali al nostro Mignone! Dopo questa opportuna confluenza il Nostro Fiume attraversa i territori di Bassano Romano, Veiano ed Oriolo Romano, ricevendo da una altra serie di fossi a ragnatela, apporti idrici più o meno consistenti.

Queste località sono poste, geograficamente, a Nord ovest del Lago di Bracciano. Il nostro Fiume poi, superata la cittadina di Canale Monterano, scende decisamente verso Sud pieno, per sterzare gioco forza, nei pressi di Stigliano, verso Ovest (a destra per chi scende) quasi a coronare un felice connubio, ad arco, con i Monti della Tolfa.  La nota Catena Montuosa ha condiviso, con il Mignone, episodi di importante storia millenari ed interminabili ère geologiche.

Descrivendo un ampio arco, più o meno tormentato dalla diversa composizione rocciosa, si porta più avanti,  in territorio Tarquiniese, all’altezza del così detto “Ponte di Ferro”. Qui, come il “Placido Don”, trova infine “pace” per scendere dolcemente e serenamente verso il mare. Ipotizzabile immaginare quante volte abbia dovuto variare la sua direzione di marcia, verso il luogo di destino… il Mar Tirreno; sia lui che l’altro Torrente, il Biedano, entrambi legati indissolubilmente al popolo etrusco ed alle sue fortune, avevano un dì forse alveo comune (Paleoalveo), ma si divisero poi sul territorio seguendo ciascuno il tratto orografico più semplice e conveniente per giungere alla rispettiva foce. Il nostro Mignone, complessivamente, impiega circa 70 chilometri per raggiungere il suo destino. Durante il suo percorso é/era possibile trovare un punto di guado, attraverso veri e propri ponti in pietra. Ma i più singolari, ormai scomparsi, sono stati senz’altro i ponti etruschi pensili, costruiti con tronchi d’albero e tavolati grezzi. Precario l’attraversamento, avevano di certo una loro portata … ma mai queste strutture hanno ceduto “in servizio”, come purtroppo è successo a Genova.  Pur condividendo questi ponticelli pensili nostrani, con i ponti autostradali liguri, i loro principi di stabilità, affidati ed assicurati a cordami di canapa ed in seguito a fili di acciaio. Per mia fortuna ho conservato un’immagine di uno di questi ponticelli che univa le sponde del Mignone, presso Monte Augiano, dopo Monterano diruta. Nascosto tra il fitto bosco, non era noto, anzi sconosciuto a molti. Io puntualmente ogni tre anni circa gli facevo visita e malgrado la sua vetustà continuava a svolgere il suo compito! C’era qualcuno che, dalla  notte dei tempi, provvedeva alla sua manutenzione … butteri di Canale e della Tolfa, etruschi doc, in un succedersi generazionale, senza soluzione di continuità. Finché un giorno, giunto nei pressi, non riuscii più ad intercettarlo, senza darmi pace, allentai il controllo sul Gruppo al seguito, mi affannai risalendo e scendendo più volte il fiume, finché giunsi alla conclusione che la piena aveva portato via quella meravigliosa struttura, elemento fossile giunto fino ai giorni nostri. Dissi quindi Addio, con rammarico a quel caro e vecchio amico mio. Da questo modesto pulpito inserisco il mio messaggio, nella fatidica bottiglia di vetro per i miei posteri, ormai (mal) soppiantata da Internet, la getto nel futuro mediatico dal mare dei miei ricordi …. “per favore, per il bene dell’umanità, fate sì che qualcuno provveda a ricostruire questi gioielli del nostro passato, case etrusche ed appenniniche (a capanna). Grazie spero sempre … Vanì

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La nostra giornata   …..

                                             dopo aver visitato la fonte del Mignone giungendovi in macchina, prevede di raggiungere la Mola del Mignone (l’ennesima in modesto stato di conservazione) avanti la cittadina di Oriolo Romano, dove sono presenti un laghetto apprezzabile, formato dal Fiume, e delle vasche di acqua termale. Lì faremo bivacco accendendo un fuoco per grigliare le carni, poi ci sposteremo scendendo le rive del Fiume, in quel tratto molto belle e suggestive.

A presto, Vanì, 20-08-2019 ore 19.47

 



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